20-21-22-23 NOVEMBRE 2010 FUORI SALONE LEONARDO

0501 1200x480 - 20-21-22-23 NOVEMBRE 2010 FUORI SALONE LEONARDO

0501 1024x668 - 20-21-22-23 NOVEMBRE 2010 FUORI SALONE LEONARDOA idearne e coordinarne la realizzazione è stata chiamata l’agenzia riminese Màgina, che da anni si è specializzata nella comunicazione esperienziale: per questa occasione ha voluto traslare il concetto di finestra da elemento funzionale a contenitore di emozioni, creando per la prima volta in questa città un evento fuori salone al cui centro vi fosse, sì, il prodotto, ma totalmente integrato e perciò concettualmente presente ovunque; quattro giorni – dal 20 al 23 novembre – in cui la sala mostra di Isolcasa a Rimini si è trasformata in un’area aperta ad un pubblico quanto mai eterogeneo con una proposta di sguardi creativi.

La volontà era quella di non limitarsi a raccontare le caratteristiche tecniche della finestra, bensì dicoglierne le implicazioni e declinarle in tanti gesti d’arte: una rivoluzione che traendo spunto da un oggetto estremamente funzionale lo trasforma in un’opportunità per fare cultura, per sottolineare il legame che l’arte ha con il nostro quotidiano e con le nuove esigenze che via via in esso si fanno avanti, la necessità di acquisire una maggiore consapevolezza rispetto all’ambiente in cui viviamo e la possibilità di coniugare questo medesimo riguardo con qualcosa che sia bello, che osservi dei canoni estetici che rendono la vita dell’uomo più piacevole oltre che riconciliarla con gli elementi primari della natura.

‘Fare’, dunque, è stata la parola d’ordine di questo fuori salone, perché le mani e l’uomo artefice sono stati i protagonisti di questo evento. Varcando un’ideale portale-finestra, in un’architettura sinuosa costruita con pareti di cartone concepita dal designer Giorgio Marchesi e circondata dal colore verde dominante scelto dai grafici di Studio Piga, i visitatori si sono trovati in un vero e proprio percorso esperienziale dedicato ai valori dell’eco-sostenibilità e della fantasia, attraverso forme d’arte inattese che sono divenute per ciascuno punti di osservazione privilegiati.

Ecco allora la mostra d’autore “Finestre di Razza”, dell’artista Paolo Arnò, maestro della cartapesta che ha esposto alcune delle sue opere-finestra più interessanti in cui si coniugano tematiche di sensibilità artistica e di educazione ambientale

Il laboratorio dedicato al futuro. Una finestra destrutturata, dunque, è il portale che si è aperto sul laboratorio che Arnò stesso ha condotto con i bambini delle quinte elementari della scuola CEIS di Rimini i due giorni di apertura al pubblico (gli altri due erano rivolti a professionisti e ad operatori) sono stati luogo e momento di espressione delle visioni meno inquinate e più destrutturate che ci siano, quelle dei bambini, che su dei supporti/finestra double-face di cartapesta hanno dipinto la loro percezione di sé e del mondo, di quello che sentono di essere e di ciò che vorrebbero vedere. Questa presenza al fuori salone Leonardo – aperture d’insieme è stata parte integrante di un intero progetto didattico, che proseguirà durante il resto dell’anno scolastico, proprio con la volontà di educare i bambini a perseguire la loro lettura trasparente delle cose in una maniera responsabile, aiutandoli a capire cosa si possa fare rispettando i materiali e le loro potenzialità.

Le mani, la carta, l’idea di cornice e di ciò che si può vedere nei materiali sono stati protagonisti anche delle piccole opere di Sabrina Ronchi, un’altra artista che partendo da un semplice cartoncino nero ha ritagliato le silhouette dei presenti, lasciandole loro come ricordo della visita: cogliere l’essenziale, il tratto che riesce a raccontare una persona e ottenerlo ‘ripulendo’ un foglio dai ritagli superflui rappresenta un altro modo ancora per trasmettere quanto ciò che incornicia la realtà possa essere importante, di quanto siano ugualmente indispensabili la visione stessa e ciò che permette di ottenerla. Così come l’arte della sabbia ha proposto immagini fortemente evocative – create live appositamente per l’evento dalla performer Anna Maria Pagliei- che fluivano le une nelle altre, proiettate olograficamente anche sulle trasparenze degli schermi posizionati in vari punti del fuori salone, richiamando alla continua trasformazione degli elementi.

Innovazione, sostanza e coerenza, dunque, le cifre del messaggio lanciato da Isolcasa con questo evento: non a caso nel linguaggio comune si parla di finestre sul mondo, e in questa occasione si è voluto evidenziare che attraverso le stesse finestre è anche il mondo a mettersi sul davanzale a guardare verso di noi.

Un’esperienza multisensoriale fatta di immagini, performances artistiche, contatto fisico, suoni e sapori (grazie al buffet a chilometro zero) che ha colpito non soltanto il pubblico dei visitatori,ma anche gli addetti e gli operatori del settore in questoaccostamento inusuale che ha saputo offrire anche a loro una nuova riflessione sul proprio ruolo in questo movimento di attenzione verso un modo di vivere e costruire gli spazi in maniera eco-consapevole. I bambini sono certamente il futuro, ma vivranno in città progettate dagli uomini di oggi e in questo Isolcasa ha voluto fortemente porre l’accento sull’importanza e sulla possibilità concreta di seminare e coltivare una cultura in tal senso.