18 MAGGIO 2011 – NICO E LEO ALLA FESTA DEL VILLAGGIO

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18foto7Quando sentono parlare di mondo di cartapesta, agli alunni delle quinte elementari del CEIS di Rimini si illumina il volto: quello che per gli adulti è ormai un modo di alludere all’effimero, a ciò che è fragile e passeggero, per loro è diventato un volo libero nell’opportunità di esprimersi, nella loro fantasia che diventa concretezza. “Credevo che sarebbe stata una giornata come le altre, ma con il laboratorio è cambiato tutto”

A prendere per mano i bimbi attraverso questa finestra del possibile è stato Paolo Arnò, creativo bolognese che da sempre si dedica a questo materiale così semplice e duttile e dal quale ha saputo negli anni trarre autentiche opere d’arte. E’ stato – e continua ad esserlo – un divertente percorso di sensibilizzazione che ha fatto capire chiaramente come si possano riciclare dei materiali (la carta in questo caso), cambiarne le regole d’uso mediante l’aiuto di cose semplici come acqua e colla e, soprattutto, come la creatività possa diventare uno stimolo e insieme nuovo punto di partenza.

L’arte e la poesia che sono nate dalla spontaneità di queste giornate hanno arricchito tutti, creando al contempo un richiamo alla quotidianità di ciascuno e ponendo le basi per una vera e propria alfabetizzazione ambientale: il primo passo verso una cultura della sostenibilità, della qualità e di una considerazione speciale per il bene comune.

Si tratta di valori urgenti in questo momento e l’ha compreso appieno Quinto Biondi, patron di Isolcasa, che ha promosso l’ iniziativa a novembre 2010: “In azienda avevamo finalmente in mano un prodotto [n.d.r. il sistema di finestre Leonardo] che aveva un grado di eco-compatibilità elevatissimo e per me era importante far capire soprattutto il motivo per cui avevo deciso di intraprendere questo sentiero di rispetto per l’ambiente; così, con il contributo di Grazia Sapigni, anima progettuale dell’agenzia riminese Màgina, abbiamo pensato e realizzato un evento Fuori Salone dal quale ha avuto inizio la collaborazione con Paolo Arnò ed il CEIS, che stava attuando il suo progetto Con-tatto”.

“Gli occhiali lo fanno sembrare un uomo serio, in poche parole un uomo d’affari, ma invece Paolo è un uomo simpatico”

Così è successo che, già durante il laboratorio, molti genitori si sono sentiti chiedere dai bambini se fosse possibile trasformare in giocattolo gli oggetti che loro non stavano più usando: dalla carta sono passati a calcolatrici, cucchiai, penne, bicchieri e molto altro ancora e di punto in bianco si è ri-scoperta la casa come un serbatoio pressoché inesauribile di oggetti e idee, avvicinandoci sempre di più all’obiettivo principe di questa azione, ossia far divenire la casa stessa – l’edificio e tutto ciò che lo compone – un’idea nuova che vive insieme a chi la abita.

Il messaggio è radicale: non si deve fare un cambiamento, ma si deve essere i primi a sentirlo dentro di sé; in questo senso è stato illuminante un riferimento alla didattica di Don Lorenzo Milani, richiamato dello stesso Arnò: “agli amici che gli chiedevano come riuscisse ad avere risultati così sorprendenti, egli rispondeva che non dovevano preoccuparsi di cosa occorresse fare per fare scuola, ma solo di come bisognasse essere per poter fare scuola”.

E’ talmente vero da non poter essere ridotto a banalità come talora accade: le nuove generazioni, i bambini di oggi possono creare dalle radici un mondo che abbia nuovamente rispetto per la natura e per il tempo, per il ritmo dell’uomo. Anche per questo è stato interessante ri-apprendere l’idea che hanno i bambini delle dimensioni fisiche, degli spazi e delle misure in cui vivono e sollecitarli a fissarle nel tempo con un’attività pratica che li aiuterà a mantenere questa freschezza.

Il 18 maggio, durante una festa, i bimbi hanno sistemato tutti insieme su un albero del giardino del CEIS gli uccellini di cartapesta che avevano creato: un gesto simbolico in cui ciascuna creatura li rappresentava mentre uscivano dalla scuola, come passando attraverso le finestre attraverso cui per cinque anni avevano guardato il mondo.

Loro porteranno là fuori ciò che hanno appreso; ora – in un passaggio di consegne – tocca ai più piccoli intraprendere il medesimo sentiero.

“Questo laboratorio mi ha reso molte sensazioni speciali, come se stessi andando avanti nel tempo e avessi già imparato tutto.